4. Fioretto quaresimale: preghiamo per i sacerdoti

Quarto venerdì di quaresima

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  • Un’altra cosa fate ancora; voi coprite di lacrime, di pianti e di sospiri l’altare del Signore, perché egli non guarda all’offerta, né la gradisce con benevolenza dalle vostre mani. E chiedete: Perché? Perché il Signore è testimone fra te e la donna della tua giovinezza, che ora perfidamente tradisci, mentr’essa è la tua consorte, la donna legata a te da un patto. Non fece egli un essere solo dotato di carne e soffio vitale? Che cosa cerca quest’unico essere, se non prole da parte di Dio? Custodite dunque il vostro soffio vitale e nessuno tradisca la donna della sua giovinezza. Perché io detesto il ripudio, dice il Signore Dio d’Israele, e chi copre d’iniquità la propria veste, dice il Signore degli eserciti. Custodite la vostra vita dunque e non vogliate agire con perfidia.” (Malachia 2, 13-16)

Il profeta contesta ai sacerdoti i frequenti divorzi tra il popolo. Oggi a causa della perdita della fede, per la maggioranza dei cattolici i valori come castità, verginità, purezza, fedeltà, lealtà, indissolubilità, giustizia, spirito di sacrificio, non sono più incontestabili. Così gran parte dei matrimoni cattolici si possono ritenere nulli all’origine perché sono celebrati per una mera convenzione sociale ignorando il profondo significato religioso. Ne consegue che tanti matrimoni naufragano dopo pochi anni generando situazioni di convivenze parallele e sofferenza nella prole. Questa crisi del matrimonio è da attribuire ad una deficienza nell’insegnamento della fede e della morale da parte dei pastori, in particolare nei percorsi pre-matrimoniali che dovrebbero preparare gli sposi alle nozze istruendoli sui diritti e i doveri vero se stessi, verso la Chiesa e verso Dio. L’incapacità o la pigrizia dei sacerdoti nell’educazione dei fedeli è un tradimento delle loro vocazione, una rinuncia ad essere padri, pastori e maestri perché così facendo espongono pericolosamente le anime alle insidie del peccato. Ma ancora più irresponsabili sono quei preti che vorrebbero legittimare l’adulterio ammettendo i divorziati risposati, che hanno rotto il sacro vincolo matrimoniale, al banchetto eucaristico. Questi preti con un tale atto di presunta misericordia si renderebbero responsabili della profanazione di tre sacramenti in una sola volta: matrimonio, confessione, eucaristia. Indurre dei peccatori impenitenti a comunicarsi significa costringerli a mangiare la propria condanna e ad oltraggiare sacrilegamente il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù Cristo.

Preghiamo dunque perché il Signore custodisca i nostri sacerdoti e infonda loro la forza di annunciare senza timore a tutte le anime la Verità della salvezza eterna:

O Gesù, sommo ed eterno sacerdote,
custodisci il tuo sacerdote dentro il Tuo Sacro Cuore.
Conserva immacolate le sue mani unte
che toccano ogni giorno il Tuo Sacro Corpo.
Custodisci pure le sue labbra
arrossate dal Tuo Prezioso Sangue.
Mantieni puro e celeste il suo cuore
segnato dal Tuo sublime carattere sacerdotale.
Fa’ che cresca nella fedeltà e nell’amore per Te
e preservalo dal contagio del mondo.
Col potere di trasformare il pane e il vino
donagli anche quello di trasformare i cuori.
Benedici e rendi fruttuose le sue fatiche
e dagli un giorno la corona della vita eterna.

Santa Teresa di Gesù Bambino

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