Il sacrificio nell’Antico Testamento e nell’Eucaristia [seconda parte]

Eucaristia e olocausto: ‘ôlà – (Levitico 1,2-9; 2,1-3)

offeringlight~2

Come si svolgeva l’olocausto?

Nel cortile antistante il santuario del tempio di Gerusalemme (o di fronte alla tenda del convegno dei tempi mosaici) stava l’altare che era un enorme braciere. Il laico offerente posava la mano sulla vittima per significare che era di sua proprietà (tra gli uomini) e che se ne privava per donarla a Dio. Successivamente seguiva l’immolazione che rientrava nel rito preparatorio: il laico scannava la vittima, la tagliava a pezzi e ne lavava le interiora. Il sacerdote poi raccoglieva il sangue, lo metteva in contatto con l’altare e disponeva le carni sull’altare per bruciarle.

image010

Che cosa significava l’olocausto presso gli israeliti?

Già nella Genesi con le figure di Abele e Noè si menziona esplicitamente l’olocausto:“Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta” (Genesi 4,4); “Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull’altare. Il Signore ne odorò la soave fragranza” (Genesi 8, 20-21). È un rito sacrificale caratteristico del culto d’Israele. Il termine ebraico ‘olà indica qualcosa che sale in alto, riferendosi al fumo della vittima che sale verso il cielo mentre incenerisce nel braciere. L’offerente si privava di una capo di bestiame in favore di Dio e lo faceva entrare in possesso di Dio bruciandolo. Era un supremo atto di adorazione, di onore e di fede al Creatore, per riconoscergli la maestà divina, l’onnipotenza e per consacrarsi totalmente a Lui.

NoahsSacrifice

Un olocausto avrebbe dovuto essere il sacrificio di Abramo nella persona del figlio Isacco sul monte Moriah (Genesi 22, 2-13). Anche se Isacco non fu immolato, tale sacrificio rimase il prototipo di ogni sacrificio. È esemplare e didattico per tre motivi: 1) perché l’atteggiamento di Abramo è di perfetta adesione e fiducia incondizionata a Dio; 2) perché ci insegna che Dio non gradisce i sacrifici umani come li richiedevano gli idoli pagani presso i canaanei, tuttavia se si vuole sinceramente onorare Dio bisogna essere disposti a sacrificargli interiormente anche ciò che è più caro; 3) perché afferma l’importanza della spiritualità del sacrificio, infatti anche se Abramo non esegue il sacrificio di Isacco ne ebbe il merito, dunque è la disposizione interiore che rende un sacrificio gradito a Dio.

4

Quale rapporto c’è tra l’olocausto e il Sacrificio di Cristo?

L’olocausto è un sacrificio cruento in cui una vittima viene offerta interamente a Dio come atto supremo di culto verso la Sua sovranità trascendente. La vittima che nel braciere viene fatta bruciare fino all’incenerimento, richiama la vita di Cristo che è stata vissuta nella piena sottomissione e ubbidienza alla volontà del Padre, una donazione totale fino all’estremo sacrificio che costituisce la più preziosa dimostrazione di amore che si potesse fare a Dio: una vita consacrata a Lui senza riserve. Tutta la vita di Cristo è offerta al Padre: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera” (Giovanni 4,34); “Il Padre mi ama perché io offro la mia vita” (Giovanni 10,17); “Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato” (Giovanni 14,31). Dunque la vita terrena di Gesù rappresenta l’olocausto per eccellenza, perfetto e assoluto attraverso il quale il Padre ha ricevuto più onore che se gli fossero state sacrificate milioni di vittime animali. Gesù, per amore del Padre suo e degli uomini che il Padre vuole salvare, accetta liberamente di patire e di morire diventando in tal modo strumento di redenzione. In questo gesto della privazione e del dono della propria vita, affinché si compia il disegno di salvezza del Padre per gli uomini, Gesù concretizza e sublima il moto interiore che doveva animare ogni sacrificio nella legge antica, privarsi e donare: “li amò sino alla fine” (Giovanni 13,1); “perché nessuno ha un amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici” (Giovanni 15,13); “Nessuno mi toglie [la vita], ma la offro da me stesso” (Giovanni 10,18); “Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio, qual profumo d’odor soave” (Efesini 5,2). Per sua libera scelta Gesù diventa lo strumento della misericordia del Padre per l’uomo. Infatti la nostra salvezza proviene dall’iniziativa d’amore di Dio per noi poiché È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo” (2Corinzi 5,19). Dunque il sacrificio di Cristo è un olocausto perfetto perché la vittima è perfetta: nella dimensione eterna è perfettamente Dio, infatti Gesù è, dello stesso Dio, “Figlio in eterno perfetto” (Ebrei 7,26); nella dimensione del tempo è perfettamente ubbidiente alla volontà del Padre nella sua totale dedizione fino al sacrificio estremo: “pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono” (Ebrei 5, 8-9).

Nel Nuovo Testamento si scorge un analogia tra il monte Moriah e il monte Calvario, infatti il sacrificio di Isacco è visto come la prefigurazione del sacrificio di Cristo: “Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato (alla morte) per tutti noi” (Romani 8,32); “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio, l’unigenito” (Giovanni 3,16). In queste affermazioni di Paolo e Giovanni si trova una voluta allusione all’atteggiamento interiore di Abramo. L’atteggiamento di Dio Padre di Gesù e di Abramo padre di Isacco viene accostato. Ma anche Isacco e Gesù, le vittime, sono unite dall’ubbidienza e dallo stesso destino di sacrificio e risurrezione: il primo in maniera figurativa, il secondo in maniera reale. San Paolo, nella lettera agli Ebrei, vede in Isacco, sopravvissuto al sacrificio, l’immagine profetica di Cristo che, dopo essersi sacrificato, è stato risuscitato. Abramo, preparandosi a sacrificare il figlio, ha dimostrato di credere fermamente nell’onnipotenza di Dio e nella Sua capacità di risuscitare i morti, così per la sua fede incrollabile ha riavuto Isacco vivo: “Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio, del quale era stato detto: In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo” (Ebrei 11, 17-19).

Ogni volta che si celebra la Santa Messa il sacrificio di Cristo viene ripresentato in forma sacramentale come olocausto perfetto attraverso il quale si rende un sommo atto di adorazione, fede, onore e gloria verso la maestà di Dio creatore e onnipotente. Partecipando alla Santa Messa i cristiani sperimentano il vero amore trinitario. Dio per amore dell’uomo ha mandato sulla terra il suo unico ed amato Figlio come redentore e salvatore. Gesù, con animo ubbidiente e fedele, ha liberamente accettato di morire in croce per amore del Padre affinché fosse glorificato, e di tutti gli uomini perché fossero santificati. Lo Spirito Santo è la viva espressione di questo amore reciproco tra il Padre, il Figlio e l’umanità redenta. Nel giorno di Pentecoste è stato effuso nel mondo per assistere coloro che camminano verso la santità del regno celeste ed eterno. Egli opera nella Chiesa, nei suoi membri e nei sacramenti, soprattutto nell’Eucaristia dove permette che l’olocausto dell’amore sia ripresentato fino alla fine dei tempi. I cristiani che si accostano alla Santa Messa sono dunque chiamati ad unirsi al grande atto d’amore trinitario della croce e sono invitati ad assimilarlo concretamente, trasformando la loro vita perché diventi, ad imitazione di Gesù, un incessante atto d’amore verso il Padre, verso se stessi e verso il prossimo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...