Meditazioni per l’Avvento – seconda settimana

O ADONAI

«O Adonai,
et dux domus Israël,
qui Moysi in igne flammae rubi apparuisti,
et ei in Sina legem dedisti:
veni ad redimendum nos in brachio extento».

«O Adonai,
e condottiero di Israele,
che sei apparso a Mosè tra le fiamme,
e sul Sinai gli donasti la legge:
vieni a redimerci col tuo braccio potente».

LionLamb

O Adonai, il Redentore che noi aspettiamo è già il Redentore della Chiesa dell’Antico Testamento. È lo stesso che è apparso a Mosè nel roveto ardente del deserto e gli ha dato l’incarico di liberare Israele dalla schiavitù d’Egitto. Per mezzo di Mosè egli ha fatto in Egitto grandi prodigi: ha strappato il suo popolo al potere e alle insidie del Faraone, l’ha guidato con la sua potenza attraverso il mar Rosso, gli ha dato la sua legge sul monte Sinai, l’ha guidato attraverso il deserto, l’ha vestito, gli ha dato da mangiare e da bere, gli ha aperto le porte della terra promessa.

Egli viene come Redentore anche alla Chiesa del Nuovo Testamento. È il Salvatore e il Signore dei battezzati, della Chiesa, di noi tutti. Bimbo della mangiatoia, così piccolo, così debole, così muto, come sei potente per strapparci al potere di Satana, liberarci dal peccato, dalle passioni, dai traviamenti! Noi abbiamo fede nella tua potenza, confidiamo nel tuo braccio forte, nella tua guida, nella tua scorta sicura. Noi ti seguiamo!

O Adonai, stendi verso di noi le tue braccia e salvaci! Il nemico della salvezza, delle anime, della Chiesa, della cristianità alza con forza la sua testa per distruggere la fede in Dio, la fede in Cristo, la religione cristiana! Un po’ dappertutto gli uomini volgono le spalle al vero Dio e si scelgono delle divinità fabbricate dalle loro mani! Un po’ dappertutto è un completo ateismo nel modo di pensare, un completo ateismo nella vita. Si vuol fare a meno di Dio; ci si permette tutto, si accetta tutto, fossero anche le idee e i desideri più stolti. «Stupitevi, o cieli, rattristatevene profondamente o porte della terra, dice il Signore! Due mali ha fatto il mio popolo, ha abbandonato me, fonte di acqua viva, e si è scavato delle cisterne screpolate che non possono contenere l’acqua» (Ger. 2,12ss). Da nessuna parte è pace e concordia fra gli uomini, fra i popoli. Tutto si vende: innocenza, fedeltà, onore, onestà, perfino il giuramento. È molto se ci si può ancora fidare di una persona. Popolo va contro popolo, uomo contro uomo. Rara la vera fedeltà al dovere, scarso lo spirito di sacrificio e di abnegazione verso il prossimo. Nello stesso tempo di svolge un’attività irrequieta ed eccitata: si studia, si scrive, si legge e tutto questo senza risultato. Gli uomini diventano solo più stanchi, più vuoti, diventano senz’anima. Si vuol fare tutto senza Dio, senza Cristo; eppure «non c’è sotto il Cielo alcun altro nome dato agli uomini, dal quale possiamo aspettarci di essere salvati» all’infuori di quello di Gesù. Solo lui, il Dio forte, può salvarci!

«Ti mostrasti a Mosè tra le fiamme di un roveto ardente». Il Signore parla dal roveto che arde e non si consuma: immagine manifesta di Dio che si abbassa fino alla debole natura umana di cui si riveste. Essa sta in mezzo alle fiamme e all’ardore della natura divina e non brucia. Noi ci avviciniamo con Mosè al roveto ardente, all’uomo-Dio, Cristo, sotto la figura del bimbo nella mangiatoia, sotto la figura dell’Ostia consacrata e lo adoriamo. «Levati i calzari dai piedi, perché il luogo dove ti trovi è terra santa! Il mio nome è: Io sono colui che è». Ascoltaci, Adonai, esaudiscici! «Ho veduto l’afflizione del popolo mio in Egitto; ho udito il suo grido per la durezza dei soprastanti ai lavori; e conoscendo il suo dolore, sono venuto per liberarlo dalle mani degli egiziani e condurlo da quella terra in un’altra buona e spaziosa, in una terra dove scorrono latte e miele». Come liberasti Israele dalla schiavitù del Faraone, vieni ancora tra noi e libera le nostre anime dalla tirannia del peccato!

Dio forte, sotto la debolezza del bambino: potente nelle meraviglie che hai compiuto, potente nella guida, nella preservazione, nella dilatazione della tua Chiesa, «le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Matt. 16,18): «vieni a redimerci con il tuo braccio proteso»!

Adonai, in questo tempo di Avvento attendiamo la tua discesa! Così come nella tua prima venuta ti sei incarnato sulla terra per mostrarci la via della salvezza eterna, vieni nuovamente ad abitare nelle nostre anime per convertirci, affinché possiamo prepararci alla tua seconda venuta che ci porterà la redenzione perfetta e finale. «Venite, o benedetti dal Padre mio, possedete il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo» (Matt. 25,34).

«O Adonai,
et dux domus Israël,
qui Moysi in igne flammae rubi apparuisti,
et ei in Sina legem dedisti:
veni ad redimendum nos in brachio extento».

«O Adonai,
e condottiero di Israele,
che sei apparso a Mosè tra le fiamme,
e sul Sinai gli donasti la legge:
vieni a redimerci col tuo braccio potente».

 

Fonte: BAUR, Benedetto, OSB, Luce dell’anima. Meditazioni liturgiche per tutti i giorni dell’anno. I. Tempo di Avvento e di Natale, Casa Editrice Herder, Roma, 1966, pp. 66-69.

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