Meditazioni per l’Avvento – terza settimana

O RADICE DI JESSE

«O Radix Jesse,
qui stas in signum populorum,
super quem continebunt reges os suum,
quem gentes deprecabuntur:
veni ad liberandum nos,
jam noli tardare».

«O Radice di Jesse,
che sei un segno per i popoli,
innanzi a te i re della terra non parlano,
e le nazioni ti acclamano:
vieni e liberaci,
non tardare».

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Cristo è il re, il Signore! La Sapienza di Dio, Adonai il Dio potente, è contemporaneamente uomo di carne e sangue, rampollo della casa di Jesse, del padre David, del Re. Certo la casa di David è stata spogliata della dignità regale, è un tronco mozzato e meschino. Ma da questo tronco mozzato fiorisce un germoglio, il Re del mondo: «e dominerà da mare a mare, al suo cospetto si prostreranno gli etiopi, i re di Tarsis e delle isole offriranno presenti, i re degli arabi e di Saba porteranno doni. E si prostreranno a lui tutti i re della terra e tutte le genti lo serviranno» (Salmo 71). A lui Dio parla così: «Mio figliuolo sei tu. Chiedi a me e ti darò le genti per tuo retaggio, e per tuo dominio i confini della terra» (salmo 2, 7). «Egli sarà grande. Il Signore Iddio gli darà il trono di David suo padre ed egli regnerà in eterno sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (Luca 1, 32). Un giorno, dinanzi alla potenza di Roma, egli dichiarerà: «io sono re» (Giov. 18, 37). Mandando i suoi apostoli dirà: «ogni potere mi è stato dato in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le genti insegnando loro a osservare tutto quanto vi ho comandato» (Matt. 28, 20).

Nonostante tutti gli ostacoli e le persecuzioni, egli stabilirà nel mondo il suo regno, regno di verità, di giustizia, di misericordia, il regno della Santa Chiesa. Colui che è stato bandito dagli uomini e confitto in croce, trasforma la croce in un trono regale, in un segno per tutti i popoli, in un vessillo: «il Signore regna dalla croce». Per lui milioni di cuori palpitano di riconoscenza, di entusiasmo, d’amore; lo seguono; per amor suo lasciano il mondo, tutto quello che è terreno, padre e madre; per amor suo danno il sangue, la salute e la vita.

«O Radice di Jesse, che sei un segno per i popoli, innanzi a te i re della terra non parlano, […] vieni e liberaci, non tardare». Questo grido il mondo rivolge a Cristo perché venga nuovamente e «cacci fuori il principe di questo mondo» (Giov. 12, 31). Satana, «il Dio di questa età» (2Cor. 4, 4), in conseguenza del peccato originale ha acquistato il dominio su tutti gli uomini. E dopo che il Signore con la sua morte redentrice ha vinto il potere di Satana ed ha sottratto noi uomini dalle sue mani, questi, per divina permissione, esercita ancora la sua potenza su noi cristiani. «Egli vi gira attorno come un leone ruggente, cercando chi divorare» (1Petr. 5, 8). Chi non vede oggi, in questi tempi in cui la fede in Dio e nel Cristo svanisce sempre più, in cui un’empia propaganda si diffonde, in cui le forze della menzogna e della rovina rialzano arditamente la testa per precipitare Dio dal suo trono, chi non vede oggi la potenza del demonio? Non sembra forse che ci avviciniamo rapidamente a quei tempi nei quali lo spirito delle tenebre sarà di nuovo sciolto e lasciato libero (Apoc. 20, 8) e farà segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile anche gli eletti? (Matt. 24, 24).

«Vieni e liberaci, non tardare». Vedi come l’umanità di oggi si è venduta a Satana. Tutte le forze buone e sante si sono allontanate dall’umanità: la sincerità, la giustizia, la pace, la fede reciproca, l’amore. Stabilisci in mezzo a noi il tuo regno, che è regno di verità, di giustizia, di amore, di pace e di concordia. «Vieni e liberaci, non tardare». «Venga a noi il tuo regno»!

O Radix Jesse,
qui stas in signum populorum,
super quem continebunt reges os suum,
quem gentes deprecabuntur:
veni ad liberandum nos,
jam noli tardare.

O Radice di Jesse,
che sei un segno per i popoli,
innanzi a te i re della terra non parlano,
e le nazioni ti acclamano:
vieni e liberaci,
non tardare.

Fonte: BAUR, Benedetto, OSB, Luce dell’anima. Meditazioni liturgiche per tutti i giorni dell’anno. I. Tempo di Avvento e di Natale, Casa Editrice Herder, Roma, 1966, pp. 69-71.

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