Meditazioni per l’Avvento – quarta settimana

O ASTRO CHE SORGI

«O Oriens,
splendor lucis aeternae,
et sol justitiae:
veni, et illumina
sedentes in tenebris,
et umbra mortis».

«O astro che sorgi,
splendore di luce eterna,
e sole di giustizia:
vieni ed illumina
coloro che siedono nelle tenebre,
e nell’ombra della morte».

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«Una volta eravate tenebre» (Ef. 5, 8): tenebre, notte, morte, irrigidimento, sterilità, caos. Mancava la luce, mancava tutto, mancava il sole. E’ lui che desta la vita, dà alle cose splendore e bellezza, forma e colore, che dona sviluppo e fecondità tanto nel mondo fisico come nel mondo spirituale e morale degli uomini.

La povera umanità abbandonata a se stessa, giace nelle tenebre e nell’ombra della morte; nella notte dell’errore, del dubbio angoscioso, dell’incertezza, del disorientamento morale, della colpa, della disperazione, dell’inquietante terrore della morte e di quello che dovrà accadere: nella notte della più grande miseria e angustia interiore.

Da dove vengo? Dove vado? Perché? Perché la vita, i dolori, la morte? Nessuna risposta. Solo enigmi insolubili. Notte del paganesimo, dell’incredulità, della vita senza Cristo. L’uomo ha provato ogni mezzo per sciogliere l’enigma, ha fatto i più grandi sacrifici, i più grandi sforzi: culto degli animali, adorazione del serpente, sacrifici umani, sacrificio di se stessi, mutilazione volontaria, ascesi fino alla completa negazione del mondo, misticismo fino al decadimento dello spirito, al venir meno dello spirito. E tuttavia nessuna redenzione, nessuna luce, nessuna tranquillità, nessuna pace! Manca il sole, la luce…manca Cristo.

Uno solo è il sole, il Redentore che aspettiamo, «Io sono la luce del mondo» (Giov. 8, 12). La luce del mondo per mezzo della fede che egli infonde nell’anima, per mezzo della sua parola con la quale insegna a noi, per mezzo del suo esempio nella grotta di Betlemme, a Nazareth, sulla croce, nel tabernacolo, per mezzo della grazia con cui avvolge le anime nostre come in un manto di luce, per mezzo della Chiesa che egli ci ha data.

Alla luce di questo sole tutto si rischiara, noi abbiamo una nuova conoscenza, una vera e sicura conoscenza, sappiamo da dove veniamo, e dove andiamo, conosciamo il nostro Dio, il Padre amoroso che ci guarda e ci tratta da figli e ci chiama a questo: vivere e godere in eterno della sua vita. Abbiamo una nuova cognizione della vanità, di tutto quello che è umano e terreno, dei beni e dei piaceri della terra; del significato del lavoro, del dolore, delle contrarietà; una nuova cognizione del significato di una vita unita a Cristo nella povertà, nel nascondimento, nell’umiltà di una vita segnata dalla croce; una nuova cognizione del nostro prossimo, dei nostri fratelli in Cristo e figli del Padre celeste. Nuove forze, nuove speranze, nuovi ideali!

«Io sono la luce», il sole del mondo. «Sole di giustizia», da te ci viene tutto quello che è vera vita, ogni intelligenza, ogni felicità, ogni forza, ogni ricchezza, ogni fecondità. Dove tu non sei sorto regnano le tenebre, la morte, la dannazione. Vieni, illumina tutti noi che sediamo nelle tenebre e nell’ombra della morte.

«Ora siete luce nel Signore» (Ef. 5, 8). Nella Chiesa ci è apparsa «la luce» nel giorno del santo battesimo, quotidianamente ci appare nella Messa, quando riceviamo la Santa Comunione, nelle numerose illuminazioni, negli incoraggiamenti, negli incitamenti della grazia. Come dovremmo ringraziare! Come anche dovremmo pentirci di non aver sempre camminato nella luce! Quando più dovremmo camminare nella luce del sole nascente che è Cristo! Nella luce della fede che dietro a tutti gli eventi della vita quotidiana, anche dietro a tutte le difficoltà e i contrattempi, le sofferenze e le miserie ci fa sempre e dappertutto vedere il Signore, la sua provvidenza, la sua disposizione, la sua volontà, la sua permissione. Questo sguardo di fede come ci farebbe dominare la vita e riconciliare con quanto essa ha di duro!

«Luce nel Signore» che sarà perfetta, quando dopo la seconda venuta saremo condotti a lui nella casa del Padre. Allora rivestiti della luce della trasfigurazione «risplenderemo come il sole nel regno del Padre» (Matt. 13, 43). «Si semina ignobile, risorge in gloria» (1Cor. 15, 42). Giorno di luce, vieni presto!

O Oriens,
splendor lucis aeternae,
et sol justitiae:
veni, et illumina
sedentes in tenebris,
et umbra mortis.

O astro che sorgi,
splendore di luce eterna,
e sole di giustizia:
vieni ed illumina
coloro che siedono nelle tenebre,
e nell’ombra della morte.

Fonte: BAUR, Benedetto, OSB, Luce dell’anima. Meditazioni liturgiche per tutti i giorni dell’anno. I. Tempo di Avvento e di Natale, Casa Editrice Herder, Roma, 1966, pp. 73-76.

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