In feria III post pentecosten

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Il martedì dopo Pentecoste ci siamo ritrovati con buona parte dei nostri associati per celebrare una Missa letta nell’ottava di Pentecoste. Per l’occasione ha celebrato don Luca, reverendo sacerdote della nostra diocesi, il quale ci ha aiutati a sottolineare alcune dimensioni fondamentali della spiritualità tradizionale, in primis il fatto stesso di aver mantenuto l’ottava di Pentecoste, segno di grande devozione allo Spirito Santo, a dispetto di tanti discorsi dei liturgisti contemporanei, relativi allo scarso senso pneumatologico del rito nella Forma Straordinaria.

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La meditazione di don Luca ha aiutato anche a considerare il protagonismo dello Spirito Santo nella vita cristiana, primo e imprescindibile motore dell’itinerario verso Dio, preoccupazione ed esigenza fondamentale per ogni battezzato.

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Anche la liturgia si pone in tale solco: aprire i cuori all’accoglienza dello Spirito, perché il rito e il culto siano strumenti di santificazione efficaci. Ecco il sensus profundior della celebrazione dell’ottava, col protrarsi della recita del Gloria e del Credo, l’eco della sequenza pentecostale, il colore rosso dei paramenti – tanto dirompente dopo i cinquanta giorni in “albis” – e il gesto semplice ma denso dell’inginocchiarsi prima della Sequenza stessa, segno di abbassamento dei nostri spiriti nell’invocare la discesa dello Spirito Santo in noi stessi.

Alleluia
Allelúia, allelúia
Ps 14:26
Spíritus Sanctus docébit vos, quæcúmque díxero vobis. Allelúia. [Hic genuflectitur]
V. Veni, Sancte Spíritus, reple tuórum corda fidélium: et tui amóris in eis ignem accénde.

Sequentia
Veni, Sancte Spíritus,
et emítte caelitus
lucis tuæ rádium.

Veni, pater páuperum;
veni, dator múnerum;
veni, lumen córdium.

Consolátor óptime,
dulcis hospes ánimæ,
dulce refrigérium.

In labóre réquies,
in æstu tempéries,
in fletu solácium.

O lux beatíssima,
reple cordis íntima
tuórum fidélium.

Sine tuo númine
nihil est in hómine,
nihil est innóxium.

Lava quod est sórdidum,
riga quod est áridum,
sana quod est sáucium.

Flecte quod est rígidum,
fove quod est frígidum,
rege quod est dévium.

Da tuis fidélibus,
in te confidéntibus,
sacrum septenárium.

Da virtútis méritum,
da salútis éxitum,
da perénne gáudium.
Amen. Allelúia.

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