Buoni principi, applicati male

Riportiamo la “lettera al Direttore” che un nostro associato a scritto per il Bresciaoggi lo scorso 5 maggio:

Lettera al direttore 03/05/2017 Commento a Il domenicale di Luciano Costa

Gentile direttore, nella rubrica Il domenicale del 30 aprile si racconta la vicenda di un sacerdote reo di aver rimproverato una madre che allattava il figlio in chiesa, facendole osservare che non era un comportamento consono durante la celebrazione della messa e davanti al Santissimo.

Nel resoconto di questa vicenda, Luciano Costa, si limita a valutare il rimprovero del sacerdote adottando come unico metro di misura la naturalezza e la dolcezza del gesto materno, come se la sua positività fosse un salvacondotto per qualsiasi situazione, indipendentemente dalle regole del luogo in cui ci si trova, il cui rispetto, ormai, è assolutamente relativo al sentire di chi le dovrebbe rispettare, perché in epoca di relativismo e globalismo tutto è lecito e tutto si può fare ovunque senza distinzione. A mio avviso, invece, ci si dovrebbe porre anche la domanda se questa mamma avesse potuto scegliere una messa celebrata in un orario compreso nell’intervallo dei pasti del bambino, oppure se avesse potuto portarsi un biberon, oppure uscire di chiesa al pianto del bambino. Altrimenti vien da pensare, che se ora, con un tasso di natalità pari a zero e con una frequenza della messa quasi della stessa cifra, ci sono donne che allattano in chiesa durante la messa, quando il tasso di natalità era strepitoso e la frequenza della messa pure, la messa doveva essere tutto un candore di seni in vista e suzione di latte !

In realtà le azioni dovrebbero essere valutate in base al rispetto delle regole del luogo in cui ci si trova e non dalla bontà delle azioni in sé, perché tutto è soggettivo e relativo, ad esempio, nonostante sulle porte delle chiese siano esposti cartelli che indicano l’abbigliamento consono al luogo, moltissime donne entrano in chiesa indossando canotte e minigonne, perché evidentemente per loro braccia e gambe scoperte sono pudiche come per Luciano Costa il seno della mamma, altrimenti si adeguerebbero alla richiesta del cartello esposto all’ingresso della chiesa.

Lo stesso discorso vale per i cellulari, nonostante tutti i cartelli che ricordano di spegnerli, durante la messa si sentono squilli continui; recentemente, durante un’Adorazione Eucaristica, ad un signore è squillato il cellulare, ma anziché spegnerlo od uscire, con lo stesso candore della mamma con il seno, lo ha estratto dal taschino ed ha risposto in tutta tranquillità senza curarsi delle molte persone che lo invitavano al silenzio. È evidente che quel signore, non ci vedeva nulla di incompatibile tra il luogo in cui si trovava, l’esposizione del Santissimo, le persone raccolte in preghiera e la sua conversazione telefonica, perciò non ha sentito la necessità di spegnere il telefono oppure di uscire per rispondere.

Purtroppo, l’atteggiamento di trascuratezza verso la chiesa e le sue celebrazioni è dovuto alla perdita del senso del sacro che impedisce di capire la sacralità del luogo e di ciò che avviene durante la messa; nello stesso tempo la lenta erosione di autorevolezza della Chiesa, praticata dai suoi detrattori intra et extra moenia, rende difficile il compito dei sacerdoti di far rispettare le regole a casa loro, perché immancabilmente diventano il bersaglio di critiche e sbeffeggi che mai si riservano, ad esempio, agli imam e alle regole da osservare in moschea.

Se giudichiamo ipocrita un sacerdote che rimprovera una mamma che allatta durante la messa, che dovremmo dire di Facebook che da anni censura le immagini che mostrano le mamme che allattano al seno con la seguente motivazione : “Violano le condizioni di Facebook sul divieto di pubblicazione di materiale osceno, pornografico e sessualmente esplicito”. Questa è la dimostrazione di come tutto sia diventato relativo: quello che per Luciano Costa è “dolce e pudico” per Zuckerberg è “osceno e sessualmente esplicito “ e di come ci sia la pretesa che la Chiesa sia più aperta di Facebook. Ma quello che mi preme sottolineare è che l’azienda Facebook si è data delle regole e le fa rispettare nonostante le proteste degli utenti, condizione che invece non è permessa alla Chiesa e ai suoi sacerdoti che devono uniformarsi alla visione del mondo, pena la gogna.

Vorrei fare l’ultima considerazione, dato che andare in chiesa o partecipare alla messa non è obbligatorio come pagare le tasse, che senso ha andarci senza rispettarne le regole?

allattamento-gemelli

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