Bioetica e Dottrina Sociale: la tesi di Fontana per ASBB

La seconda serata del nostro Seminario di Apologetica è stata dedicata al problema della Bioetica nel suo rapporto con la Dottrina Sociale. Per l’occasione il relatore, Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Van Thuan, ha svolto una lectio apprezzata e originale.

Il contenuto della serata è consultabile nell’articolo predisposto e pubblicato dall’autore sul sito dell’Osservatorio.

In questa sede, mentre vi invitiamo ad approfondire la riflessione andando alla fonte su indicata, riportiamo due elementi che ci hanno convinto. Si tratta dell’incipit e della conclusione della serata. Per ognuno di essi lasciamo un commento estremamente sintetico.

Oltre lo scisma culturale cattolico

L’incipit è particolarmente interessante in quanto ricostruisce il legame che dovrebbe esserci – sta ai cattolici custodirlo! – tra Bioetica e Dottrina Sociale.

Lo stretto collegamento della bioetica con la Dottrina sociale della Chiesa è stabilito in modo incontestabile dalla Evangelium vitae la quale collega direttamente se stessa con la Rerum novarum. Il testo è noto: “Come un secolo fa ad essere oppressa nei suoi fondamentali diritti era la classe operaia, e la Chiesa con grande coraggio ne prese le difese, proclamando i sacrosanti diritti del lavoratore, così ora, quando un’altra categoria di persone è oppressa nel diritto fondamentale alla vita, la Chiesa sente di dover dare voce con immutato coraggio a chi non ha voce” … “Ad essere calpestata nel diritto fondamentale alla vita è oggi una grande moltitudine di esseri umani deboli e indifesi, come sono, in particolare, i bambini non ancora nati”[1]. La questione bioetica veniva così inserita dentro la questione sociale o, se vogliamo, la questione sociale veniva ampliata a comprendere la bioetica.

A parere di chi scrive, in questa interpretazione riposa una possibile soluzione a ciò che purtroppo la coscienza ecclesiale contemporanea vive come una frattura – così non è!

L’impegno per la questione sociale come appannaggio delle ‘sinistre’ ecclesiali, il tema pro-life come compito delle ‘destre’.

La citazione di San Giovanni Paolo II svela l’inconsistenza di una simile divisione. Il cattolico deve prendersi cura di ogni povertà, sociale e bioetica, con egual fedeltà ai principi e passione caritativa.

Oltre la sterilità pastorale cattolica

Sul finale della sua relazione, Fontana ha obiettato l’efficacia di quattro strategie politiche ormai di casa nella mentalità sociale cattolica.

Una prima strategia consiste nel lottare per la completa applicazione delle leggi in vigore su tematiche bioetiche. 
Una seconda strategia consiste nel darsi da fare affinché in queste leggi sia riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza. 
Una terza strategia è di lavorare per il male minore. 
Una quarta strategia perdente è di appellarsi alla Costituzione e far notare che le leggi di biopolitica eversive dell’ordine naturale sono incostituzionali. 

Riteniamo anzitutto interessante la possibilità di riaprire il confronto politico cattolico su piste nuove, tenuto conto della sterilità palese che gli itinerari ormai normalizzati comportano. Liberare la mente da schemi precostituiti è già un grande risultato e un grande dono che è stato offerto all’interno del nostro Seminario.

La critica delle quattro strategie è sostenuta da un’intuizione comune: si tratta di linee rinunciatarie, che si accontentano di piccoli risultati, forse con la speranza di poter un giorno ricostruire a partire da essi un approccio politico conforme alla verità cattolica. In alcuni casi rimane il dubbio che tale speranza sia invece sostituita dalla disperazione di poter ottenere conquiste significative nella battaglia per il bene comune. In ogni caso si impone tanto al giudizio teoretico quanto alla prova dei fatti, come l’opzione rinunciataria riesca al massimo a rallentare, non certo ad arrestare o a convertire, il processo di scristianizzazione e quindi disumanizzazione della società.

La controproposta, che formuliamo con parole nostre e non compare nell’articolo di Fontana comporterebbe:

Riaprire il dibattito al fine di modificare strutturalmente le leggi sbagliate

Eliminare le leggi contrarie al giudizio della retta coscienza.

Cercare il bene comune senza alcun compromesso col male.

Modificare la Costituzione, spogliandola di ambiguità terminologiche e altri punti che la renderebbero malleabile e strumentale agli interessi del laicismo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...