Chiediamo perdono a Dio davanti all’epidemia

Su Campari & de Maistre la Redazione ha pubblicato la seguente riflessione a 6 mani, nata da un’omelia e trasformata in una riflessione condivisa.

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Fa impressione vedere le Messe proibite; la Comunione sulla lingua proibita; la acqua taumaturgiche di Lourdes interdette. E tutto ciò accompagnato da comunicati blandi, simili a quelli che hanno annunciato la sospensione delle gare calcistiche. “Ci dispiace”, non è il commento che vogliamo sentire dai cristiani e dai loro pastori.
Dal punto di vista della politica questa è l’affermazione chiara di un laicismo anticlericale e irreligioso che ormai pervade e anima di fatto i nostri Paesi. Dal punto di vista ecclesiale, nel migliore dei casi, è sintomo di una sudditanza e di un’impotenza assoluta.
Per accogliere i migranti ci sono stati preti disposti a vivere in roulotte; per affermare la potenza di Dio e la sua Provvidenza tangibile a cosa sono disposti i preti?
Mi piacerebbe fossero disposti anche solo a pregare con la preghiera che ora riporto, e che mi è stata suggerita da un amico sacerdote. Una preghiera che non dice “mi dispiace”, ma “chiedo perdono”.

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